L’influenza
è una malattia provocata da virus del genere Orthomixovirus che
infettano le vie aeree, è caratterizzata da sintomi molto variabili
come: raffreddore, mal di testa, infiammazione delle vie aeree dolori
osteo-articolari ecc.
Si
trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e saliva ma anche,
per via indiretta, attraverso il contatto con mani contaminate dalle
secrezioni respiratorie.
Si
stima che in media ogni anno vengano colpiti da sindromi
simil-influenzali circa 5 milioni di soggetti, e che l’influenza sia
ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva,
preceduta solo da AIDS e tubercolosi.
Alla
base dell’epidemiologia della malattia vi è la tendenza dei virus
dell’influenza a subire mutazioni genetiche che portano a modifiche
delle proteine presenti sulla loro superficie, aggirando così la
barriera costituita dall’immunità presente nella popolazione con
esperienza pregressa di infezione.
Poiché
in grado di mutare, i virus dell’influenza sono in grado di dare luogo
ad epidemie che si possono estendere in breve tempo a tutta la
popolazione mondiale. Non è possibile prevedere il momento in cui
avverrà la pandemia, nè la severità della malattia causata, nè il tipo
di soggetti che potranno essere interessati.
Il
vaccino risulta essere il metodo di prevenzione più efficace. La
pratica della vaccinazione permette, sia una protezione individuale
(induce una risposta immunitaria che protegge il soggetto dalla
malattia), che una protezione collettiva (riducendo il numero di malati
si riduce la diffusione del virus ad altri soggetti della popolazione).
Dal
momento che i virus dell’influenza vanno in contro a frequenti
mutazioni genetiche la composizione del vaccino varia di anno in anno.
Lavaggio
accurato delle mani, copertura di bocca e naso in occasione di starnuti
e colpi di tosse, isolamento volontario a casa e l’uso di mascherine da
parte dei soggetti influenzati sono altre misure atte a prevenire la
diffusione del virus.
Come
chemio-profilassi vengono utilizzati agenti antivirali come: amantadina
e osteltamivir, l’amantadina è un inibitore M2 che è indicata per
l’influenza causata dal virus di tipo A, ha un’efficacia del 61%,
tuttavia presenta alcuni effetti collaterali per qui è raccomandata solo
in particolari condizioni; l’osteltamivir invece è un inibitore della
neuraminidasi che è indicato sia per l’influenza causata dal virus di
tipo A che per quella causata dal virus di tipo B, ha un efficacia nel
prevenire i casi di influenza del 82%.
Va
precisato che l’efficacia di entrambi i farmaci dipende dal tempo di
somministrazione, che non deve superare le 48 ore dalla comparsa dei
primi sintomi.
In
letteratura sono descritti casi di resistenza agli antivirali da parte
dei virus dell’influenza, per questo motivo l’uso degli antivirali non è
raccomandato di routine durante le epidemie stagionali d’influenza, e
il loro utilizzo avviene sotto controllo medico e dietro prescrizione.
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